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Buwayhidi
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La dinastia mwcwsciita dei mwdaBuwayhidi, o mwdqBuyidi, (mwdgin persiano آل بویِه ‎, Āl-e Būye) dominò direttamente o indirettamente sulla Persia e sull'Iraq tra X e XI secolo.

Contents

Note

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Origini

Originari delle montuose regioni del mwegDaylam, a meridione del mwewMar Caspio, i Buwayhidi entrarono al servizio di Mākān ibn Kākī, agente dei mwfaSamanidi insediatisi in mwfqTransoxiana, per poi passare sotto mwfgMardāwīj ibn Ziyār, fiero avversario della dinastia mwfwzaydita affermatasi nel X secolo nelle regioni a sud del Mar Caspio (Tabaristan, oggi Mazandaran).

mwggAli ibn Buya e i suoi fratelli al-Hasan e Ahmad, figli d'un umile pescatore del Mar Caspio, cominciarono lentamente ad esprimere una loro ambiziosa politica nella regione di mwgwEsfahan. Assoldarono quindi un buon numero di cavalieri e fanti mwhadaylamiti e con loro si scagliarono contro il governatore Yāqūt, odiato per la sua vessatoria politica fiscale che arricchiva più che altro lui invece del califfo mwhqabbaside a Baghdad.

La confederazione buwayhide

Nel 934 la vittoria conseguita aprì ai tre fratelli la strada di mwiaShīrāz. Mentre il primogenito ʿAlī si impadroniva in tal modo del mwiqFārs, ricevendo il riconoscimento califfale per le sue imprese e il titolo di mwigmwiwwālī, suo fratello al-Ḥasan metteva le mani sulla regione del mwjaJibāl (l'antica mwjqMedia, oggi mwjgAzerbaigian).

La morte di Mardāwīj ibn Ziyār fece ampliare alla città di mwkaRayy (persiano: Rey) i domini di ʿAlī ibn Būya, che inviò l'altro fratello Aḥmad in mwkqKirmān e mwkgKhūzistān. Le difficoltà incontrate consigliarono Aḥmad a dirigersi verso l'mwkwIraq ma nel 944 egli fu sconfitto dal "generalissimo" (mwlaAmīr al-umarāʾ) protettore del califfo, il mwlqturco Tūzūn.

A metà di gennaio del 946 l'impresa fu nuovamente tentata e stavolta il successo arrise al Buwayhide che entrò a mwlwBaghdad ricevendo dal califfo il titolo arabo di mwmaAmīr al-umarāʾ e quello mwmqpersiano di " mwmgShāhanshāh " (mwmwre dei re) oltre al mwnamwnqlaqab di al-Muʿizz al-Dawla (Glorificatore della dinastia), mentre al-Ḥasan veniva insignito del titolo di Rukn al-Dawla (Pilastro della Dinastia) e il comune fratello ʿAlī quello di mwngʿImād al-Dawla (Sostegno della Dinastia).

L'accaduto costituiva un cambiamento non di poco conto perché portava un movimento sciita mwoaduodecimano al ruolo di protettore della dinastia califfale abbaside sunnita. Tutti gli organi di governo passarono sotto il controllo buwayhide, compreso il mwoqvisir, e al califfo non rimase altro che un'autorità puramente astratta, pur prestigiosa, e quella di rappresentanza religiosa dei mwogsunniti.

Il non sostituirsi al mwpacaliffo può essere spiegato con il fatto che gli sciiti a Baghdad e nell'Iraq erano in quell'epoca una minoranza e i Buwayhidi probabilmente non vollero crearsi difficoltà con la maggioranza dei musulmani, non solo d'Iraq e di mwpqPersia, che erano allora in gran parte sunniti.

I Buwayhidi si addossarono quindi unicamente l'onore e l'onere di proteggere un califfato che, grazie a loro, sperava di potersi ben dire finalmente "universale", malgrado ancora incombesse pesantemente l'alternativa degli mwpwismailiti mwqaFatimidi in mwqqEgitto, mwqgYemen e parte della mwqwSiria.

Alla morte di Muʿizz al-Dawla nel 977 il Fārs fu affidato al suo tredicenne nipote, figlio di ʿImād al-Dawla. mwrqAdud al-Dawla meglio di ogni altro rappresentò le doti di intelligenza e di capacità amministrative della dinastia e a lui va attribuito, ad esempio, il merito di avere fatto erigere a Baghdad uno dei migliori mwrgospedali pubblici che siano mai stati eretti nel mondo islamico: il mwrwBīmāristān al-ʿAḍudī o di aver protetto esponenti della cultura quali il poeta mwsaal-Mutanabbī. Questo non gli impedì di accentrare nella sua persona il potere politico e militare, sbarazzandosi ad esempio discretamente nel 975 del cugino ʿIzz al-Dīn Bakhtiyār.

Con i Buwayhidi lo mwsgSciismo si diffuse nell'mwswIran occidentale e in Iraq, senza che questo comportasse alcuna persecuzione contro i mwtasunniti e senza mai la pretesa di istituire un "mwtqcaliffato alide". La loro presenza favorì il parziale connubio tra pensiero mwtgmo'tazilita e sciita con il sunnismo.cite-ref-1[1] Essi avviarono una estesa campagna di ricostruzione delle mwuwinfrastrutture e si fecero mwvamecenati delle scienze e delle arti, contribuendo alla rinascita culturale e nazionale persiana.

Epilogo

La dinastia si concluse quando nell'area irachena e in Persia giunsero i Turchi mwvwSelgiuchidi sunniti. Il loro ingresso a Baghdad nel 1055 riportò il califfo sotto la protezione di un sultano sunnita, mettendo fine a una delle più curiose diarchie mai verificatesi nella storia islamica.

Elenco degli emiri e sultani buwayhidi

• mwxqAdud al-Dawla 939-983
• Sharaf al-Dawla 983-990
• Ṣamṣām al-Dawla 990-998
• Bahāʾ al-Dawla 998-1012
• Sulṭān al-Dawla 1012-1024
• mwywAbū Kālījār Marzbān 1024-1048

Daylamiti del Khūzistān e del Kirmān:

• Muʿizz al-Dawla 932-966
• ʿIzz al-Dawla Bakhtiyār 966-977
• Azad al-Dawla Abu Shujāʿ (ʿAḍud al-Dawla) 977-982
• Bahā' al-Dawla 989-1012
• Soltān al-Dawla 1012-1021
• mwbgAbū Kālījār Marzbān 1043-1048
• Ghawam al-Dawla 1012-1028
• Abū Mansūr Fūlād Sotūn 1048-1056

Daylamiti di Rayy, Isfahān e Hamadān:

• Rukn al-Dawla 932-976
• Moʿayyad al-Dawla 976-983
• Fakhr al-Dawla 976-997
• mwdwMajd al-Dawla 997-1029
• Shams al-Dawla 997-1021
• Samā' al-Dawla 1021-1023

Note

cite-note-11. mwgaHenry Corbin, mwgqStoria della filosofia islamica, Adelphi, p.mwgg 126, mwgwISBNmwha 88-459-0141-6.

Bibliografia

• mwiqMohsen Azizi, La domination arabe et l'épanouissement du sentiment national en Iran, Parigi, Les Presses modernes, 1938.
• mwiwHugh Kennedy, The Prophet and the Age of the Caliphates, Londra-New York, Longman, 1986.
• mwjqGuy Le Strange, Baghdad during the Abbasid Caliphate, Oxford, Clarendon Press, 1900.
• Claudio Lo Jacono, mwjwIl Vicino Oriente da Muhammad alla fine del sultanato mamelucco (VII-XVI secolo), Torino, Einaudi, 2003.
• Dominique Sourdel, mwkqLe vizirat 'abbāside, 2 voll., Damasco, Institut Français de Damas, 1959.
• Bertold Spuler, mwkwIran im frühislamischer Zeit; Politik, Kultur, Verwaltung und öffentliches Leben zwischen der arabischen und der seldschukischen Eroberung, 633 bis 1055, Wiesbaden, F. Steiner, 1952.

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Collegamenti esterni

• citerefdizionario-di-storiaBuwaihidi, in Dizionario di storia, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2010.
• citerefsapere-itBuwaihidi, su sapere.it, De Agostini.
• citerefbritannica-com(EN) Buyid dynasty, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
• citerefencyclop-dia-iranica(EN) Buwayhidi, in Encyclopædia Iranica, Ehsan Yarshater Center, Columbia University.